Il nome del momento è quello dei Gogol Bordello,
combriccola rom pilotata dall'Ucraina a New York
dall'istrionico acrobata Eugene Hutz, pronto a
stupire gli spettatori con il suo circo ethno-punk
senza rete. Una irriverente mistura di danze
sfrenate e sbornie di vodka, polke e rumbe, gighe
selvagge e unza unza, tenute insieme dall’ironia e
da un piglio folk-punk preso in prestito dai sublimi
Pogues di Shane McGowan, dal quale Hutz mutua anche
il registro ebbro e rugginoso.
L'album "Trans-Continental Hustle" è una
straordinaria forza della natura che prosegue la
crociata culturale dei Gogol Bordello all’insegna
dell’originalità a ogni costo. Scende quindi di
nuovo in pista questa band dalle sonorità varie ed
originali. Sempre grande la loro capacità di
innovazione con pezzi che riescono a superare
barriere etniche e di genere. In ognuna delle
tredici tracce presenti in questo nuovo album,
traspare tutta la voglia di creare con viva
partecipazione. I Gogol Bordello introducono una
sezione ritmica trainante in brani quali “Raise The
Knowledge” e “Last One Goes The Hope”, con l’arrivo
del batterista Oliver Charles, il bassista etiope
Thomas Gobena (Bill Laswell) e il percussionista
latino-americano Pedro Erazo-Segovia. La line-up
stellare prevede anche Sergey Rjabtzev al violino,
Yuri Lemeshev alla fisarmonica, Oren Kaplan alla
chitarra, le ballerine/percussioniste Elizabeth Sun
e Pamela Jintana Racine, insieme all’intrepido
leader Eugene Hutz alla voce, chitarra e
percussione.
TRACKLIST:
1. Pala tute
2. My companjera
3. Sun on my side
4. Rebellious love
5. We comin' rougher (Immigraniada)
6. When universes collide
7. Uma menina uma cigana
8. Raise the knowledge
9. Last one goes the hope
10. To rise above
11. In the meantime in Pernambuco
12. Break the spell
13. Trans-continental hustle